Il progetto

Rendere ordinario ciò che oggi è ancora un'eccezione.

Sport che Unisce nasce per rendere accessibile l'attività sportiva pomeridiana ai bambini con disabilità, dentro gruppi sportivi ordinari e con il supporto costante di educatori formati, senza gravare sulle famiglie.

L'idea

Lo sport non come spazio separato, ma come luogo comune: contesti realmente accessibili, dove la diversità è una presenza ordinaria che arricchisce il gruppo.

Sport che Unisce inserisce i bambini con disabilità in gruppi sportivi misti, con la presenza costante di educatori sportivi formati messi a disposizione dal progetto. Superando l'idea di spazi protetti e separati, l'iniziativa contribuisce a costruire contesti sportivi aperti a tutti, dove la presenza della diversità non è un'eccezione da gestire ma una componente ordinaria da accogliere.

Come funziona

Tre elementi che lavorano insieme

La società sportiva

Realtà del territorio aprono i propri gruppi pomeridiani al progetto, senza stravolgere la loro attività abituale.

L'educatore dedicato

Un educatore sportivo formato, messo a disposizione dal progetto, affianca il bambino e supporta l'allenatore.

Il gruppo misto

Il bambino vive lo sport insieme agli altri, in un gruppo ordinario dove ognuno trova il proprio spazio.

Il ruolo dell'educatore

Un sostegno che diventa percorso educativo

L'educatore affianca la società senza sostituirla: garantisce un sostegno personalizzato e trasforma l'esperienza sportiva in un vero percorso di crescita.

Accompagna il bambinoSostiene la partecipazione e facilita la relazione con i compagni.
Supporta l'allenatoreAiuta ad adattare esercizi e relazioni perché gli allenamenti siano più accessibili.
Cura le dinamiche di gruppoInterviene nelle relazioni, favorendo cooperazione e aiuto reciproco.
Senza costi per le famiglieLa figura dell'educatore è messa a disposizione dal progetto.

Perché lo sport

Sostenuto da una progettazione educativa adeguata, lo sport può rappresentare un fattore decisivo di crescita.

Migliora le abilità motorie, rafforza l'autonomia e sviluppa competenze relazionali. E consente a tutti, con o senza disabilità, di vivere la ricchezza dell'incontro con la diversità, generando rispetto, cooperazione e aiuto reciproco.

Vuoi far parte del progetto?

Che tu sia un educatore, una famiglia o una società sportiva, c'è un modo per contribuire.