La società sportiva
Realtà del territorio aprono i propri gruppi pomeridiani al progetto, senza stravolgere la loro attività abituale.
Il progetto
Sport che Unisce nasce per rendere accessibile l'attività sportiva pomeridiana ai bambini con disabilità, dentro gruppi sportivi ordinari e con il supporto costante di educatori formati, senza gravare sulle famiglie.
L'idea
Sport che Unisce inserisce i bambini con disabilità in gruppi sportivi misti, con la presenza costante di educatori sportivi formati messi a disposizione dal progetto. Superando l'idea di spazi protetti e separati, l'iniziativa contribuisce a costruire contesti sportivi aperti a tutti, dove la presenza della diversità non è un'eccezione da gestire ma una componente ordinaria da accogliere.
Come funziona
Realtà del territorio aprono i propri gruppi pomeridiani al progetto, senza stravolgere la loro attività abituale.
Un educatore sportivo formato, messo a disposizione dal progetto, affianca il bambino e supporta l'allenatore.
Il bambino vive lo sport insieme agli altri, in un gruppo ordinario dove ognuno trova il proprio spazio.
Il ruolo dell'educatore
L'educatore affianca la società senza sostituirla: garantisce un sostegno personalizzato e trasforma l'esperienza sportiva in un vero percorso di crescita.
Perché lo sport
Sostenuto da una progettazione educativa adeguata, lo sport può rappresentare un fattore decisivo di crescita.
Migliora le abilità motorie, rafforza l'autonomia e sviluppa competenze relazionali. E consente a tutti, con o senza disabilità, di vivere la ricchezza dell'incontro con la diversità, generando rispetto, cooperazione e aiuto reciproco.
Che tu sia un educatore, una famiglia o una società sportiva, c'è un modo per contribuire.